Temporary manager. Obiettivo scritto, fine scritta.
Assumere un temporary manager quando la poltrona è vuota, il piano è fermo o i prossimi dodici mesi decidono l'azienda. Niklas Lindahl entra, prende la responsabilità, rimette in ordine la macchina operativa e consegna.
Che cosa comprende il mandato
Il temporary manager non è un consulente con un contratto più lungo. Prende una posizione apicale, decide, assume, taglia e risponde al consiglio del risultato. Tutto è scritto prima del giorno uno: obiettivo, poteri, linea di riporto e data di fine.
Mandati tipici: stabilizzare un'azienda che brucia cassa, coprire il periodo tra due amministratori delegati, eseguire un piano a 100 giorni dopo un'acquisizione, rimettere in moto una macchina commerciale ferma, oppure accompagnare un passaggio generazionale con una figura neutra al timone.
Quando chiamare
- L'amministratore delegato è uscito e non c'è un successore interno pronto.
- La cassa si accorcia e nessuno in azienda ha il quadro completo.
- Un fondo deve far eseguire un piano di value creation, non presentarlo.
- Un'impresa familiare è a metà del passaggio generazionale.
- La strategia funziona e l'esecuzione no, che è quasi sempre la diagnosi vera.
I primi cento giorni
Giorni 1-14. Leggere la realtà. Cassa, contratti, clienti, le prime trenta persone e i tre numeri con cui l'azienda viene davvero governata. Nessuna riorganizzazione nelle prime due settimane.
Giorni 15-45. Imporre la cadenza. Una riunione operativa settimanale con la stessa agenda, un responsabile su ogni riga e un registro delle decisioni.
Giorni 46-100. Tagliare e costruire. Fermare ciò che non paga, finanziare ciò che paga, mettere le persone giuste nelle poltrone giuste e dirlo presto e con onestà a chi è nella poltrona sbagliata.
Oltre i 100. Consegnare. Documentare la macchina, perché chi arriva dopo eredita un sistema operativo e non un mistero.
Chi entra in azienda
Un operatore svedese classe 1981 con base a Milano, già CMO di un gruppo da 500M EUR, CEO di turnaround, fondatore e soldato. Italiano, inglese e svedese fluenti. Il percorso completo è su Il Percorso, i principi operativi su Il Credo.
Per iniziare: manda un brief scritto dal form contatti. La prima conversazione serve a definire il perimetro, non a vendere.
Domande frequenti
- Che cos'è il temporary management?
- Il temporary management è l'inserimento di un manager senior in azienda per un periodo definito, tipicamente da tre a diciotto mesi, con un obiettivo scritto e poteri reali. Non è consulenza: il temporary manager decide, firma e risponde del risultato.
- Cosa fa un temporary manager in azienda?
- Prende una posizione apicale, di solito direzione generale o direzione commerciale, legge la situazione reale nelle prime due settimane, imposta una cadenza operativa settimanale con responsabilità nominali, interviene su costi e priorità, e lascia un'organizzazione che funziona senza di lui.
- Quanto costa un temporary manager?
- Il costo si struttura come tariffa giornaliera o retainer mensile legato all'intensità del mandato, non come stipendio con bonus, TFR e rischio di uscita. Poiché il mandato ha una fine definita, il costo totale è noto prima di iniziare. Il preventivo si costruisce sul brief inviato dal form.
- Quando conviene un temporary manager invece di un'assunzione?
- Quando il problema è urgente e l'assunzione richiede sei mesi, quando servono decisioni impopolari che un manager destinato a restare non dovrebbe firmare, o quando l'azienda deve attraversare una fase specifica (turnaround, passaggio generazionale, integrazione post acquisizione) che non giustifica una posizione permanente.
- In quali settori e aree geografiche opera?
- Consumer, retail, industria, servizi B2B e tecnologia. Base a Milano, mandati in tutta Italia, nei Paesi Nordici e nel resto d'Europa. Lingue di lavoro: italiano, inglese e svedese.